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Pubblicata il 30 maggio 2018

Fusione tra Baricella e Malalbergo: informati per scegliere ad ottobre!

La fusione dei Comuni è un'opportunità di crescita e sviluppo, prevista nel programma di mandato 2014-2019. L'unione fa la forza: lavorare insieme per non perdere servizi sul territorio.

Cosa cambia con la fusione?
I Comuni di Baricella e Malalbergo restano aperti dove sono, inclusi gli uffici distaccati di Altedo.
I cittadini avranno 3 urp. Resteranno uguali i nomi delle vie e i codici fiscali, e anche la carta di identità
andrà rinnovata solo a naturale scadenza.
I Comuni hanno sempre maggiori difficoltà nel fornire servizi: la riduzione costante di risorse disponibili nei bilanci e il blocco del turn over del personale sono oggettive.
Oggi nei due Comuni dovrebbero esserci 127 dipendenti totali. In realtà il personale in servizio è di 81 dipendenti totali, con un'età media di oltre i 50 anni.
Nei prossimi anni, altro personale andrà in pensione e non si potrà assumere.
Con la fusione si potrà invece ricorrere alla sostituzione del personale, oltre che riorganizzarlo.

I cittadini potranno scegliere del futuro delle nostre comunità ad ottobre, al referendum.

I consigli comunali si sono già espressi sul fatto che il volere dei cittadini sarà vincolante, quindi se in uno dei due territori dovesse prevalere il no, la fusione non si farà.
Informazioni e documenti sono disponibili su www.ilcomunefuturo.it  e www.facebook.com/IlComuneFuturo.
Sono attivi anche i comitati di cittadini a favore e contro la fusione.
Tutte le informazioni sui comitati le trovate sui siti comunali. I comitati hanno a disposizione spazi sui notiziari comunali, sulla pagina facebook istituzionale appena nata, nonchè spazi fisici pubblici per gli incontri. La trasparenza e il confronto devono essere al centro dell'informazione.

Negli ultimi incontri pubblici, amministratori di Comuni nati da fusione, di varie appartenenze politiche, hanno confermato la certezza dei contributi straordinari, che in questi anni sono sempre arrivati. Hanno anche messo in luce i problemi, ad esempio quelli legati alla riorganizzazione del personale.
Ci si può chiedere: Perché adesso? Dal 2014 ad oggi sono più di 100 i Comuni nati da nuove fusioni: ad esempio 27 in Trentino, 20 in Lombardia, 13 in Toscana e 10 in Emilia.
Ad Aprile 2018 i fondi incentivanti sono stati ulteriormente aumentati, così come sempre avvenuto in questi anni, al di là di che parte politica governasse.

La fusione porterà sul nostro territorio 17 milioni di Euro in 10 anni.
Le fusioni potranno in futuro diventare obbligatorie, come accaduto in diversi paesi europei.
Si può governare un processo di cambiamento nelle condizioni più vantaggiose, ora.
Oppure lasciare le cose come stanno, con il rischio concreto che qualcuno cali le scelte dall'alto.
Ai cittadini spetta la scelta, come è giusto che sia.

Che vinca la democrazia,
una democrazia consapevole e partecipata!!!

Il Sindaco
Monia Giovannini
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Pubblicato nel febbraio 2017
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